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L’uomo che divenne pannocchia

La vita, si sa, è come questo blog. Magari si ferma per sei mesi, poi se ne esce con un cazzata.
E la gente mormora. E pensa che alla fine era meglio tacere per sempre.
Ma questa è una storia triste. Una storia che va raccontata.
Perchè questa è la storia dell’uomo che divenne pannocchia.
Cominciò per caso, come accade spesso, che Franco pensasse che le pannocchie che faceva sua moglie erano proprio buone.
Così, mangiandone una dopo l’altra, tra lo stupore dei suoi figli, pensò che la vita era stata proprio gentile con lui. La buona sorte aveva steso la mano gialla sul suo capo.
E ora poteva godersi proprio un sacco di pannocchie. Arrivò persino a pensare che avrebbe potuto mangiare pannocchie in eterno, tanto gli piacevano.
Avrebbe, se possibile, mangiato cento mille pannocchie. E non si sarebbe stancato mai.
Si ritrovò desiderare che tutto il cibo mangiato d’ora in avanti, avesse un sapore di pannocchia. Ma sfortunatamente mentre lo pensava, stava accarezzando un antico busto etrusco dotato di poteri magici, come quelli che ogni tanto si trovano in giardino. E così il suo strano desidero divenne realtà. Da quel giorno Franco, qualsiasi cosa mangiasse, sentiva il sapore di pannocchie.
Latte e biscotti, pannocchie.
Spaghetti al pesto, pannocchie.
Bistecca, pannocchie.
Pannocchie, pannocchie.
Sulle prime fu felice. Ma poi no. Al quarto giorno iniziò a rompersi il cazzo di sentire sempre sapore di pannocchie. Ma non sapeva come fare.
Dopo una settimana, rifiutando un piatto di pannocchie davanti agli occhi tristi di sua moglie, iniziò a temere per la sua vita e pensò ‘non starò diventando una pannocchia?’, ma mentre lo pensava, stava accarezzando un antico busto etrusco dotato di poteri magici e così sentì le sue mani indurursi e farsi gialle.
Per prima cosa gettò via il cazzo di busto etrusco poi pensò che questo era un po’ stronzo visto che non era stato proprio un desiderio. E comunque le sue mani ormai erano due pannocchie.
Grosse e invitanti pannocchie. Ne mangiò un pochino e le trovò ottime.
Con qualche difficoltà si levò le scarpe, visto che gli prudevano i piedi e con qualche perplessità notò che non aveva più i piedi. Ma, indovinate, pannocchie.
Poi fu il turno degli avambracci. E tutto il resto. Gambe e braccia. Poi si tolse le mutande. E notò con una punta di tristezza che vi era la pannocchia più piccola di tutte.
Ma non ebbe tempo per corrucciarsi, poichè in brevi istanti di lui non rimase che un mucchio di pannocchie sul pavimento.
Sua moglie le raccolse e le arrostì. Aspettò il marito per giorni, poi recuperò l’antico busto etrusco dotato di poteri magici e con esso divenne bella e ricca.
Questa è la storia di Franco, l’uomo che divenne pannocchia.
La vita è tutta qui, un desiderio azzardato, un silenzio prolungato.
E un busto etrusco.

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