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Bondi Salotti

La cosa più bella di andare a comprare un divano è comprare un divano. Si arriva li, sul posto, con la faccia da cazzo di chi deve comprare un divano e subito si incontra uno che ti vuole vendere un divano.
Non ho comprato molti divani in vita mia (i divani costano molto), ma da quello che ho sentito da altri che hanno comprato dei divani, più o meno le cose funzionano sempre così.

Riporto la cronaca di quando è accaduto sabato, mentre compravo un divano:

Entro da Bondi Salotti e un giovanotto striscia al mio cospetto. Ha vent’anni.
Lo guardo e dico: "Buongiorno, vorremmo comprare un divano."
"Bene, siete nel posto giusto…" e sorride con tutti i denti, anche i miei, infatti il suo sorriso è contagioso… mi sento subito a casa, mollo un peto, e penso di essere nel posto giusto.
"Vi presento la mia collega", introducendo un’inquietante virago, "vi aiuterà lei."

La virago ci mostra un divano e ci chiede: vi piace questo divano? Ma a me fa cagare, quindi dico di no. E ci facciamo una gran risata.
Poi ci mostra un altro divano e ci chiede: vi piace questo divano? Ma a me fa cagare, quindi dico di no. E ci facciamo una bella risata.
Poi ci mostra un altro divano e ci chiede: vi piace questo divano? Ma a me fa cagare, quindi dico di no. E ci facciamo una risata.

Così per 82 volte, però ridendo ogni volta un po’ meno.

Quando si avvicina all’83esimo divano, io decido che, si, comprerò quel divano, perché mi sto pisciando addosso, ho fame, caldo, i piedi gonfi e un principio di peritonite scrotale.
La virago indica un divano uguale agli altri 82 precedenti e P mi strattona la manica: i suoi occhi appannati sembrano implorarmi "Compriamo questo cazzo di divano e andiamocene."

Allora faccio la faccia di uno che ha visto un bel divano e dico "Beh, questo mi…"
"Guardi, faccio una pazzia, le faccio 600 euro di sconto."
"Ma veramente, io…"
"Ah, ma lei è un osso duro, facciamo 1200? Ok, 1200."
"Ma non ha capi…"
"Mi vuole fare licenziare? Ok, sarà l’ultimo divano che venderò, ma lo faccio con piacere, suoi anche 16 cuscini damascati."
"Io non…"
"Basta, lei è un demonio…" e inizia a slacciarmi i pantaloni.

Tento di scacciare la virago che farfuglia qualcosa a proposito di totale abnegazione e fellatio.
"Basta, la smetta, lo prendo, cazzo, e si tenga i suoi cuscini damascati."
"Mi scusi, io… io mi ero lasciata andare…"
"Senta facciamo una cosa rapida… questo divano mi piace, lo prendiamo… mi dica il prezzo e i colori disponibili."
"Ok, il divano costerebbe 150mila euro, ma oggi siamo in promozione e già le faccio un 50%, poi visto che oggi urano è nella casa di giasone, le tolgo 70mila euro, in più c’è lo sconto I Giorni del Prepuzio e sono 3000 euro in meno: totale 2000."
"E’ un po’ tanto."
"Come?"
"Insomma, pensavo costasse men…"
"Basta, si fermi, lei non è un uomo, è un cavallo."
"Ma…"
"La prego, no, si fermi…"
"Ma porc…"
"Ahhhhhh."

La virago cade sul divano, con la fronte imperlata. Si accende una sigaretta.
"1600."

"Ok. I colori?"
"Solo rosa."
"Rosa?"
"Lei è un uomo dannatamente fortunato. Sa perché?"
"Perché?"
"Oggi, solo per oggi, cristo santo, solo oggi in questo secolo è qui il Responsabile Di Produzione Totale della Bondi Salotti."
"Quindi?"
"Chiederemo a lui, se solo per lei, e dio mi strafulmini, solo per lei potremo fare un altro colore, dopo di che io e lui verremo licenziati."

La virago chiama qualcuno, con faccia grave.
Si presenta il coglione di 20 anni che ci aveva accolto all’entrata. Lei lo interroga: la domanda ‘possiamo fare un altro colore’, viene posta come ‘senti puoi donarmi un tuo polmone’.
Il ragazzotto risponde con accento di Padova "ma certo che possiam…" e la virago inizia a ridere, per coprire l’inopinata risposta del coglione che non aveva capito la scenetta. Quindi viene rapidamente liquidato.

Chiediamo la disponibilità del colore arancione e la virago inizia a respirare profondamente. Parte da lontano un ‘mio dio’, le vene del collo iniziano ad ingrossarsi e le sue mani nodose annaspano nel tentativo di slacciarsi la camicetta.

Quando io e P raggiungiamo l’uscita correndo, la virago è già seminuda sul divano. Si contorce e urla.

Alla macchina sentiamo uno sparo, poi il silenzio.

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