una strana avventura

Erano le 9.50 quando la signora R.M. decise di scendere a comprare il giornale. Come ogni giorno.
La tinta dei capelli, fatta 3 mesi fa era ormai un ricordo, la ricrescita era implacabile. Con i suoi capelli bicolori, l’alito pesante e gli occhi gonfi si presentò in edicola. Mentre aspettava che il vecchio davanti a lei comprasse qualche giornaletto, le venne in mente che, si, domenica per il compleanno del nipote avrebbe potuto fare proprio il pesce. Questo pensiero aveva tutto dell’ultima spiaggia. Quel piccolo demonio aveva 10 anni, ma l’aveva già picchiata parecchie volte: quando i suoi lo portavano da lei, iniziava a frugare nei cassetti, in cerca di cose da vendere e rompeva sempre qualcosa. Spesso bestemmiava e la apostrofava a male parole. Infine le prendeva il portafoglio e si prendeva quello che trovava. Ma lei gli voleva bene. Ogni volta tentava di cucinargli sempre qualcosa di buono, ma lui gettava tutto per terra e ruttava, poi andava a prendere i biscotti e si chiudeva in bagno. Così, mentre il vecchietto davanti a lei, con una mano in tasca e l’altra a reggere i giornaletti, le cedeva il posto, si decise a mettere in opera il suo piano. Amava quel bambino e forse questa volta l’avrebbe spuntata.
L’edicolante scoglionato le chiese: “mmm?”
“Il Carlino… e poi guardi, ho visto in tv quella rivista, quella per fare il pesce…”
“Il mio pesce o facilmente pesce?”
“Ma, non ricordo il nome… quella pubblicizzata da Mengacci… il mio pesce, il miglior pesce… non saprei, una cosa simile.”
“Il mio pesce o facilmente pesce?”
“Non so, quella di
Mengacci.
“Il mio pesce o facilmente pesce?”
“Beh, mi dia uno dei…”
“Il mio pesce o facilmente pesce?”
“Mi dia il mio pesce.”
“E sicura?”
“Beh, si, io devo fare il pes…”
“Allora entri.”
“Come?”
“Deve entrare qui, nel gabbiotto.”
“Ma veram…”
“Il mio pesce o facilmente pesce?”
“Ok, entro…”

La signora R.M. entrò nel gabbiotto alle 10.21. Dentro era buio. Non capiva. Dell’edicolante ne c’era traccia.
Non appena i suoi occhi si furono abituati, scorse un uomo in fondo. Nudo.
Si avvicinò. L’uomo era completamente glabro e aveva un membro enorme. Glabro, anch’esso.
I capelli arancioni parlavano chiaro. Era Mengacci.

“Hai chiesto il mio pesce?”
“Ma io, veram…”
“Hai chiesto il mio pesce?”
“Si, ma io intend…”
“Vieni qui…”

I suoi occhi erano ipnotici. La signora R.M. si sentiva attratta da lui.
Tentò un’ultima difesa. Ma invano.

“Senta io dovrei and…”
“Vuoi il mio pesce o no?”

Un antico calore riaffiorava dal basso. La sua bocca si schiuse.

“Si. Lo voglio.”

Mengacci avanzò verso di lei, lentamente.
L’amplesso durò fino alle 12.42.

Quella domenica quando la signora R.M., con un capello rosso fuoco, portò in tavola il pesce, il piccolo demone iniziò a rovesciare le posate. Lei, calma, gli mise nel piatto alcune crocchette che aveva preparato apposta per lui, con una ricetta speciale. Le crocchette erano piccole e molto scure.
Lo stronzetto ne assaggiò una. Sembrò placarsi.
“Buone queste, nonna.”, esclamò mentre ne inghiottiva una dopo l’altra.
“Ti piacciono?”
“Si, ma che c’hai messo dentro? Hanno un sapore strano.”
“E’ una ricetta segreta.”, rispose R.M. sorridendo.

Mengacci, dalla tv accesa su rete4, le fece l’occhiolino.

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10 commenti »

  1. nate fisher said

    mi piace il tuo stile, molto cinematografico
    la scena del gabbiotto mi ha ricordato pulp fiction («zed’s dead, baby, zed’s dead»)
    la chiusura con l’occhiolino di mengacci è molto kinghiana
    e anche lo stile di king è cinematografico, per certi versi.
    è probabile che il signor sg abbia da parte qualcosa di più corposo (magari un romanzo), un po’ palahniuk, un po’ bukowski.. quando decidi di pubblicare (se non hai già provveduto) facci sapere. ovviamente in copertina voglio borgnine o il pupazzo di paperino.

  2. si, infatti… il libro era “un eroe inutile”, ho tentato di piazzarlo a + riprese, ma senza successo. in effetti faceva cagare.
    quando avrò un po’ di tempo (circa tra 30 anni, quando sarò grasso e nullafacente) lavorerò al secondo romanzo. e saranno cazzi per tutti.

    cmq grazie per i complimenti.

  3. L’immagine di Mengacci nudo nel gabbiotto è una delle scene più raccapriccianti che la mente umana possa concepire.
    Sono due notti che non riesco a prendere sonno.

  4. devi fartene una ragione.
    e andare avanti. coraggio.

  5. A me invece il tuo modo di raccontare e il tuo umorismo mi ricordano Edika… Così irriverente e imprevedibile anche lui… Compravi mai gli albi Racconti Scellerati?

  6. di edika leggevo qualcosa su MAD, mi sembra…
    e, si, era veramente furente.

  7. secondo me invece guardi troppa televisione 😉

  8. mi aspettavo questo commento prima o poi…
    in realtà la guardo solo x lost e per le casalinghe, poi sono fortunato che infilano a viva forza tutte le cazzate pubblicitarie in questi spazi…

    come ad esempio lo stacchetto “intanto a casa di stefania…” della televendita durante la 1a serie di desperate, che meriterebbe 1, 10, 100 post…

    ma vabbè…

  9. p.s.v. said

    !!!

  10. El lucha said

    Grande StraniGiorni!

    Sei il migliore.

    E poi la parte del libro che ho letto non era così male…

    El lucha

    P.S. Nate Fisher viene dal personaggio principale di Six Feet Under? E’ il mio telefilm preferito….

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