gianni rotary

Una volta, quando ero Piccolo Strani Giorni, mi divertivo a ripetere le parole fino a quando non perdevano di significato. Era un gioco intrigante e sul filo dell’equilibrio mentale. Ripetevi: cavallo cavallo cavallo cavallo cavallo cavallo nella tua testa mille volte fino a quando cavallo non esisteva più. A forza di rimbalzare tra le pareti del tuo cerebro si era disintegrato, polverizzato. Cavallo non esisteva più. Ti chiedevi cavallo? e rispondevi ‘ma che cazzo vuol dire cavallo?’. Una sorta di autolesionismo mentale, una prova di forza estrema. L’effetto durava mezzora, un’ora al massimo… poi il cavallo riaffiorava, sbiadito e zoppicante, e riprendeva il suo posto tra causale e cavatappi. A volte mi divertivo a far sparire una parola, poi un’altra e un’altra ancora. Tutte insieme. Trenta secondi e spariva il cavallo. Poi il letto, la macchina, il fuoco e via via, come una voragine inarrestabile, il mio vocabolario si sgretolava sempre di più. Una volta feci sparire 289 parole e quando mia mamma entrò nella stanza mi trovò con la schiuma alla bocca. Tentò di parlarmi, ma riferì che non capivo una parola di quello che diceva. Mi era rimasto solo carrube. Lo ripetevo in continuazione e con quelle venni nutrito per i mesi a venire. Poco dopo recuperai anche cavallette, ma non ne feci parola con nessuno.
Tuttavia, quello che sembrava solo un simpatico gioco, un giorno di trasformò in tragedia. Era iniziato come al solito: formaggio formaggio formaggio formaggio, puf! Cosa vuol dire formaggio? E che ne so? Ahahah che ridere. Formaggio non significa più niente, ecc… Solite cose, insomma.
Poi aspetta un’ora, aspetta due, un giorno, una settimana. Un mese. Niente. Formaggio non tornava. Mia mamma mi chiedeva vuoi il formaggio? e io abbassavo gli occhi, che per quanto ne sapevo magari mi stava chiedendo se volevo delle frustate. Così io rispondevo no, grazie, oppure ora no, ecc.
Come andò a finire, vi starete chiedendo?
Non è più tornato. Punto. Attualmente non so cosa voglia dire formaggio. Lo leggo scritto ed è come se leggessi peraniteva. Ho difficoltà a scriverlo e a pronunciarlo correttamente. Tengo la parola formaggio nel control+V e quando mi serve, di rado invero, lo incollo così com’è. Non riavvio mai il pc (infatti vi sto scrivendo da un Win3.11).
Da allora non ho più fatto il gioco di far sparire le parole. O meglio, l’ho fatto con parole a perdere, tipo gastroenterite o pedissequo che anche se le perdevo non sarebbe caduto il mondo. Ma sono beffardamente tornate dal limbo.
Forse un giorno tornerà anche formaggio, chissà. Forse un giorno mi sveglierò e dirò porco cazzo, ecco cosa vuol dire formaggio! E finalmente potrò usarlo (assumerlo? indossarlo?) di nuovo.
Sarà un bel giorno quello.
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13 commenti »

  1. Auguri.

    Miss TricoTrico

  2. Il piccolo Berlusca faceva lo stesso giochino con la parola democrazia…

  3. super said

    ora provo io: stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni, stranigiorni……….stranigiorni?????????
    Boh!

  4. saltatempo said

    Un’altro bel giochino è fissare qualcosa per tanto tempo…a un certo punto ti accorgi che ha un’aspetto diverso da come l’hai sempre visto. Tipo: il culo delle macchine. Se lo fissi per un po’ il gioco di linee che il designer di turno si è inventato per fartela comprare svanisce e restano solo fanali e lamiere, con in mezzo una targa…
    Non ho mai provato a far3e questo giochino con le persone… Ho paura di quello che potrei scoprire…
    saltatempo
    ps Naturalmente da questi discorsi si può solo dedurre che siamo una banda di pazzi da ricovero…

  5. grazie. sono tornato dall’oblio del formaggio.
    un altro gioco che facevo spesso era tenere la saliva in bocca per ore, aggiungendone sempre di più. Quando la mascella mi faceva male lasciavo andare e partivano secchiate calde.
    oblieu a tutti!
    sg

  6. super said

    Beh, se facciamo l’elenco dei giochini stupidi……vi posso consigliare “l’asinata”. Consiste nel farsi un aotosucchiotto (ad esempio sul braccio) fino a che i capillari al di sotto dell’epidermide non vengono spappolati creando un livido nero-bluastro che si dissolverà nel giro di 2-3 settimane! Ti ricordi SG quando eri il PSG ed eri un mio bersaglio?

  7. cc said

    lo facevo anch’io questo gioco! con anche piccole varianti, una volta non sono risucito a scrivere la lettera f per due giorni

  8. p.s.v. said

    mi piace sta storia. devo provare. per conto mio se usata bene, ti permette di capire molte cose

  9. Curioso. Lo facevo anch’io questo giochino. Poi sono diventato grande ed ho completamente perso la ragione. A proposito, se ti capita di ritrovare il significato di ‘zerbino’ mi fai sapere? Grazie.

  10. super: sei finito, un doppio colpo ti aspetta

    cc: ecco cos’era ‘w la iga’

    psv: prova. rova. ova. va. a. .

    cdv: guarda l’ho perso nell’86…

  11. cc said

    chi ama la iga metta una riga

    |

  12. super said

    per cc: come sei infantile! ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

  13. Conoscevo una ragazza che ha ripetuto una parola per più di settecento volte, finchè non è scomparsa. Lei purtroppo, non la parola.
    Perchè la parola era: uovo.

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