Fn+F5

Che io fossi un geek era stato ampiamente dimostrato una settimana fa, quando alla domanda ‘dov’è papà‘, la piccola M si sbracciava verso il computer spento, tra l’imbarazzo dei presenti. Pensando ad un lapsus, la domanda veniva riproposta, con sfumature diverse, ma M non voleva sentire ragioni. Indicava il pc e la sedia vuota, come una lapidaria sentenza.
Tuttavia una riprova della mia tecno-morbosità l’ho avuta ieri sera ad una riunione di robe dell’asilo, un classico appuntamento al quale si inizia ad andare in due, pieni di entusiasmo, poi in uno, poi al massimo qualche nonno, poi nessuno, nascondendosi in una fitta trama di scuse.
In ogni caso ieri sera ero li, seduto vicino a P, in attesa che la riunione iniziasse e la scena che avevo davanti era questa: un tavolo, un portatile, un videoproiettore, una vecchia.
A questo punto, se voi mettete insieme questi elementi, è altamente probabile che gli effetti siano l’opposto da quelli preventivati ed è ancora più probabile che il tutto si concluda con la morte di qualcuno.
Osservavo curioso l’approccio della vecchia al portatile e il colorito purpureo del suo volto non faceva presagire nulla di buono: aveva iniziato a collegare il videoproiettore ad ogni pertugio libero del portatile, soffermandosi particolarmente sull’accoppiata cavo video/porta usb, ma la scritta "NO SIGNAL" continuava a lampeggiare gigante alle sue spalle come un sinistro epitaffio.
La vecchia, è chiaro, si era resa conto ben presto che non sarebbe mai riuscita a far funzionare il tutto, e intervallava i suoi inutili tentativi farfugliando frasi senza senso, rivolta all’assemblea, che già iniziava a spazientirsi.
La scena penosa iniziava a provocarmi un certo fastidio. Una strana forma di empatia verso il portatile mi portava a sentire fitte dolorose al petto. La vecchia intanto si era quasi spogliata, il suo volto era violaceo e madido di sudore, il portatile era stato riavviato già sei volte, come un rito cabalistico, e ad ogni jingle di chiusura di windows i presenti vociferavano sempre di più.
Qualcuno nei posti dietro si stava organizzando in una sommossa.
Intanto il mio dolore al petto aumentava e la vecchia iniziava a piagnucolare, giocandosi la carta del guasto tecnico, ma il direttore dell’asilo, al suo fianco, l’aveva stoppata in malo modo, assicurando che ieri tutto funzionava perfettamente.
Allora decisi di farmi avanti per cercare di salvare il portatile:
"Scusate, vedo che c’è qualche problema, se vuole posso dare un’occhia…"
"Ah, grazie", rispose la vecchia come risorta.
"No. Deve farcela da sola."
"Mi scusi, signor Direttore, io non credo di farcela…"
"Taci tu e cerca di far funzionare questo cazzo di proiettore!"
"Guardi, la signora mi sembra un po’ in diffico…"
"Torni al suo posto."
Così tornai a sedere, mente la vecchia tentava per l’ennesima volta di collegare il cavo video alla presa di rete della stanza. Improvvisamente una scritta iniziò a lampeggiare sul muro "WARNING OVER HEAT!" mentre un fumo azzurrino si alzava dal proiettore.
"Lo spenga, signora…"
"Zitto lei, non si impicci!"
"Ma sta bruciando!"
Alcune piccole fiamme iniziavano ad alzarsi dal corpo del proiettore.
"Signora Calloni, faccia funzionare questo arnese!"
"Ma signor Direttore…"
"La smetta di frignare, attacchi quel cazzo di video!"
Il fumo era sempre più scuro.
La stanza iniziò rapidamente a svuotarsi, le persone disordinatamente raggiungevano l’uscita, rovesciando sedie e abbandonando cappotti, mentre sul muro, sotto la scritta, apparivano dei teschi e un fischio intermittente usciva dal proiettore.
Feci un ultimo tentativo "Spenga quell’affare, cazzo, sta per esplode…", ma il direttore mi prese la gola e mi respinse, mentre la vecchia si accovacciava in un angolo, coprendosi la testa.
Il direttore, sputando, iniziò ad urlare "Dove andate tutti? Tornate qui, tornate qui…"
P mi strattonò e uscimmo correndo dalla stanza, mentre le urla folli del direttore venivano coperte del fischio, sempre più acuto, del proiettore. Poi la deflagrazione.

Tornando a casa, in macchina, eravamo silenziosi.
Dopo un po’ P mi chiese: "Era Fn-F5, vero?"
"Si."
"Peccato per la signora Calloni."
"Già. Peccato."

Molti camion dei pompieri sfrecciavano nella corsia opposta.

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4 commenti »

  1. p.s.v. said

    grande

  2. dickfuller said

    ..quello che racconti è allettante. Sarebbe ancora meglio se capitasse sul serio!
    dick

  3. saltatempo said

    ..una vecchia in meno che decide di andare a fare la spesa quando tu sei appena uscito dal lavoro..

  4. Vogliamo la verità su Borgnine.

    BOR-GNI-NE! BOR-GNI-NE! BOR-GNI-NE!

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