la caduta degli dei

Bravi.
Avete versato fiumi di inchiostro sul kinderbimbo? Bravi.
Come ciechi che vagano per la via, brandendo bastoni, pestando a casaccio, avete seguito il clamore, avete percorso la via già percorsa. Bravi. Il kinderbimbo qua, il kinderbimbo la.

Stolti, vi dico! La kinder cambia il bimbo dopo 30 anni e voi a darvi di gomito, come scolaretti davanti al professore zoppo. Tutti dietro le barricate dell’ovvio, senza esporsi, restando nella folla, anonimi e protetti. Apologia del passato, forse? Difesa delle tradizioni? O forse una smisurata invidia, viscerale gelosia per quel bambino, nuovo, di Bologna, che ricoperto d’oro campeggerà sulle barrette per decadi, e con un gesto della mano avrà denaro, lussuria e cioccolato? La solidarietà, falsa, con il precedente è solo un patetico esercizio da blog, dove si usa rincorrere, citare, copiare.

No. Non ci sto. A me del kinderbimbo non fotte un cazzo. E sapete perché? Perché proprio ora, proprio sotto gli occhi di tutti. Proprio mentre la gente in piazza alzava i forconi con ottusa foga, beh, proprio adesso, indisturbati e silenziosi hanno fatto fuori un VERO simbolo.
Loro, e sapete chi intendo, l’hanno preso e senza tante spiegazioni, l’hanno spiaggiato, l’hanno ucciso, soppresso, in nome di non si sa quale ideale. Anni, parecchi, di onorata carriera… promesse di promozioni, di buen retiro dorati, e poi un giorno una lettera:
“Egregio Sig. Delfino,
con la presente siamo a comunicarle l’interruzione del ns rapporto professionale, a causa di nuove tendenze di mercato che non necessitano più della Sua immagine. Certi che non avrà difficoltà a trovare una collocazione consona alla Sua persona, la ringraziamo per il lavoro svolto in questi anni. Distinti saluti.
La direzione.”

Quando il delfino del Galak lesse quella lettera, lasciata sulla sua scrivania lo scorso ottobre, le vene del suo cervello iniziarono a pulsare: “Figli di puttana! Anni di questa merda bianca e ora… me la pagheranno, cazzo, se me la pagheranno…”

Ma così non fu.
Per la cronaca, il delfino passò l’ultimo anno girando per gli studi, elemosinando comparsate, ma ormai grasso e antiestetico, nessuno gli affidò neanche mezzo secondo di apparizione televisiva.
Abbandonato da tutti le ultime notizie che si hanno di lui, lo vedono protagonista di una rissa tra derelitti, insieme ad un’altra icona dimenticata, l’avvizzito vecchio pedofilo noto come Capitan Findus, pensionato senza remore per un fusto gay.
La china ormai irrimediabilmente discendente del bianco cetaceo è definitivamente terminata ieri, sulla fredda spiaggia di Igea Marina.

Adieu, mon ami.

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10 commenti »

  1. Farewelll said

    ribadisco il (mio) concetto.

  2. oibò, e qual’è?

  3. Farewelll said

    che sei il mio idolo

  4. ok, acqua in bocca.

  5. comecyrano said

    onore ai caduti dimenticati. chi si ricorda i roditori biancorì e ciocorì?

  6. Caduti a Nassiria, centrati da fuoco amico.

    Una sporca storia di vendette occulte.

  7. xs said

    voglio mettermi a leggerti. inizio oggi.

  8. ok. leggiamoci.

  9. p.s.v. said

    grande mago

  10. sigh sigh…

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