L’inglesatore

Correva l’anno 1983 ed era stato deciso di me che avrei dovuto imparare l’inglese. Come nelle grandi famiglie del passato, noi fratelli eravamo stati divisi secondo le personali attitudini. A me erano capitare le scienze linguistiche: avrei percorso le orme dei neonati yuppies verso una carriera fulminante e poliglotta. I miei, spinti da questa foga, commisero una delle poche cagate mostruose della loro storia genitoriale: l’acquisto di quello che è in seguito passato alla storia come Inglesatore, la cui imperitura memoria rimane come sinistro monito per le generazioni future.
Dalle poche immagini confuse che ho di quel primo incontro, posso ricostruire una scena che era più o meno così: stanza d’albergo, moquette, io, i genitori e una vecchia. "Ti piacerebbe imparare l’inglese con i personaggi Disney?", mi chiede la vecchia. Veramente a me non fregava un cazzo, ma per non essere scortese guardai i miei: sorridono e replicano "eh? Ti piacerebbe imparare l’inglese con i personaggi Disney?". Guardo la vecchia, che ancora sorride: "Si mi piacerebbe imparare l’inglese con i personaggi Disney". L’incontro si conclude, tra risa, strette di mano, pacche sulle spalle e 900 mila lire in meno dal portafoglio di mio padre (che, tra parentesi, nell’83 erano fottutamente molti).
Qualche giorno dopo arriva a casa un pacco. Grande, molto grande, che riporta "impara l’inglese con i personaggi Disney". L’eccitazione in famiglia è al massimo, questo costoso strumento, composto da mobiletto, 24 audiocassette, 24 libri, qualche centinaia di schede e un mangiacassette, sarà il mio passaporto per l’alta società e mi farà"imparare l’inglese con i personaggi Disney". Terminato di montare il tutto, mio padre mi lascia da solo con lui, guardandomi pieno di fierezza e speranza, come si guardano due panda che si devono accoppiare. Inserisco la prima cassetta e premo play. Una vocetta inizia a raccontare un sacco di belle cose, assicurandomi che al termine del corso avrò finalmente "imparato l’inglese con i personaggi Disney".
Il primo Virgilio che mi conduce per mano nei sentieri della lingua britannica è Pippo, o meglio Goofy, come è chiamato li. Mi spiega, cantando, che se tu hai un gelato (ice cream cone) e un tuo amico ne vuole uno anche lui, basta aggiungere la S per fare il plurale (ice cream cones). A me sembra un po’ una cazzata, ma non oso mettere in discussione un verbo così autorevole e continuo l’ascolto della cassetta, seguendo sul libro. La prima ora di applicazione si conclude rapida. I miei arrivano, eccitati, e mi chiedono com’è.
"Beh, bello.".
Un passaggio a livello si ode in lontananza.

Pochi giorni dopo comincio ad odiarlo, le canzoni sono sempre stupide e uguali: che Pippo che vuole i fagiolini, Paperino che guida la macchina, Minni che ha il mestruo. L’ora di lezione quotidiana si accorcia sempre di più e spesso viene saltata. I miei genitori hanno sentore di bufala e stringono le chiappe. Le 900 mila fottute lire stanno riempiendosi di polvere e io non sto "imparando l’inglese con i personaggi Disney". Arrivano le vacanze e il totemico arnese viene caricato, come un nuovo componente della famiglia, sul pulmino alla volta della montagna. Il pugno di ferro si abbatte sulla mia futura carriera di yuppie e la lezione quotidiana diventa un obbligo. Mentre fratelli e cugini giocano in cortile, io sono appena a pagina venti del primo dei 24 tomi.
L’inglesatore, come viene ormai chiamato con scherno da tutti, diviene ben presto oggetto di rappresaglie e saccheggi: una cassetta, la 16, sparisce e viene ritrovata qualche giorno più tardi con incisi i Duran Duran. I miei genitori capiscono in breve che la situazione è sfuggita loro di mano ed emettono rigide leggi nel vano tentativo di far riacquistare la dignità perduta all’attrezzo, vietando di chiamarlo "Inglesatore". Ma la lotta è ormai impari, agli occhi di tutti in famiglia quello è solo un ridicolo strumento, noioso e inutile.
In breve i miei mollano, rassegnati ad aver cacciato via 900 mila lire, che la vecchia userà per l’ennesimo lifting: i loro controlli scemano e in breve l’Inglesatore viene abbandonato.
Qui si concluse la sua avventura. Costato uno stipendio, usato per metà scarsa del primo volume, rimase per qualche tempo in camera mia, nascosto, poi passò in cantina e infine raggiunse il paradiso degli Inglesatori.

Una volta, prima che sparisse per sempre, diedi un’occhiata a uno degli ultimi volumi: un tetro Mago Merlino istruiva l’allievo che fosse arrivato fin li all’uso di should e could. Un brivido attraversò la mia schiena e riposi il libro nel mobiletto.
Fu l’ultima volta che lo vidi.

Annunci

10 commenti »

  1. rampie said

    Bentornato nel web e grazie perché mi fai ridere!

  2. un finale quasi gotico per un’altra underground story…!

    sorrisi (e canzoni) da MTT

  3. super said

    semplicemente fantastico…….ho le lacrime agli occhi e male agli addominali…..te lo ricordi il telo verde ramarro che la nonna aveva confezionato perchè non prendesse polvere? moderna sindone.

  4. eccomi tornato. ciao a tutti.
    spero gradiscano il nuovo template, nel quale ho utilizzato una foto di Martin Parr, fotografo di cui vivamente consiglio la consultazione (www.martinparr.com)
    Questa è presa da ‘bored couples’.

    (x s.: ricordo eccome il sudario verde…)

  5. Il mio inglesatore è ancora li ad ipolverarsi.. e io non riesco a ripetere l’alfabeto senza intonare il ritmo di quella filastrocca che mi aiutò ad impararlo..

  6. p.s.v. said

    grande.

  7. “purtroppo” non era indentico al tuo :).. il tuo era Disney, il mio no. Hanno la copertina azzurra i miei volumi..

  8. comecyrano said

    appena ho avuto la possibilità di cambiare le scritte del blog la s stava per scappare anche a me, ma non ne ho avuto le palle (che tra l’altro è in tema)
    combatti anche per me! 🙂

  9. Farewelll said

    wonderful.

  10. cc said

    preferenze per i fiori? rose, crisantemi o semplici fiorellini di campo?

RSS feed for comments on this post · TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: