primula rossa

 

L’identikit
dell’imprendibile capo di Cosa nostra è stato reso noto nel corso di
una conferenza stampa alla questura di Palermo dal procuratore Pietro
Grasso, dal prefetto Nicola Cavaliere, capo del Dipartimento
anticrimine centrale della polizia e dal questore del capoluogo
siciliano Giuseppe Caruso.


Più tardi, hanno riferito le fonti, lo stesso procuratore Grasso
nell’atto di lasciare l’aula è stato arrestato dalle forze dell’ordine,
in quanto perfettamente somigliante all’identikit.


Laconico quanto piccato il suo commento: “Teste di cazzo, non sono io!”.


Chiarito lo spiacevole l’equivoco, poi, è giunto un comunicato di scuse dal comando di Palermo.

Nella foto: il procuratore Pietro Grasso mostra l’identikit di Bernardo
Provenzano.

 

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1 commento »

  1. preci said

    peccato.

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