The Day of the Triffids

Ritorna puntuale, come la morte, la pagina dei tributi verso gli oggetti, le realtà, i vissuti in qualche modo legati al trash, elementi dall’esistenza inutile e non particolarmente interessante.

Come il mese scorso ho estratto il mai abbastanza celebrato Spader-Man (sic), dal cilindro dei ricordi, ora è giunto il momento – fruga, fruga – di parlare un po’ di una grandissima Roya. Ovvero di una Megnot.

Ovvero: Roya Megnot.

Chi era costei? La grande Roya era l’attrice che personificava Ava Rescott nella soap “Quando si Ama” ed era veramente grande: il suo faccino era un misto tra Meg Ryan, per via del broncio, e un benzinaio di Termoli, per via dell’espressività. Ma, definitivamente, lei era una vera femme fatale. La faccia da pomp. andava a braccetto con il suo nome (Roya Megnot…) e stimolava una miscela di ormone che in me, quindicenne stordito, aveva un effetto devastante. Amavo Roya. Amavo Ava. La amavo alla follia. Era furba e sadica. E parecchio malandrina (know what i mean?).

Io e la mia band di allora, i Succhi Di Pera, le avevamo persino tributato una canzone (il quale incipit era “Toc toc.”, “Chi è?”, “Ava.”, “Avanti…”), canzone che ricordo distintamente nella tracklist prima de “Il bambino plasticeo”.

Il mio mondo di allora sembrava proiettato verso un futuro da groupie verso la splendida Roya, quando un giorno, un fottuto, dannato giorno, i produttori la misero da parte, licenziandola… e non con il buon gusto di farla morire, emigrare, cambiare sesso, andare nello spazio (in una soap sudamericana gli espedienti certo non mancano…) no, semplicemente dando il suo posto ad un’altra, una sciacquetta che non aveva un decimo della sua classe. Il giorno prima tutti nella soap parlavano con Roya, il giorno dopo parlavano con Miss Sciacquetta, la nuova Ava, senza battere ciglio.

La cosa era perfino surreale.

Continuai a guardare QsA per un po’, sperando in una clamorosa rentree, ma niente… tutto iniziò a decadere, Miss Sciacquetta non mi muoveva più neanche un fremito. I Succhi Di Pera iniziarono a non suonare più “Ava”, se non in qualche jam session, un po’ per rispetto, un po’ per il dolore.

 

E Roya Megnot? Oggigiorno fluttua nell’oblio, anche google fatica parecchio a trovare una sua foto… l’unica è questa, riguardo ad una comparsata in Quantum Leap… non è molto, ma basta a spalancare il flusso dei ricordi.

E le sue ampie fauci.

Roya Megnot


 

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2 commenti »

  1. John M said

    Complimenti per il post, spettacolare.
    Un tributo doveroso nei confronti di una grande artista, che ha lasciato un segno indelebile nel mondo del cinema e soprattutto in quello della musica. E’ giusto non dimenticarla.

  2. andrea said

    cazzo, mi fai venire a mente gli amori dei miei giorni più veri.

    ciao

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