telecom litània

fottuto trasloco. trans luogo. trans fugo. da una settimana mi prende la gola, stringe, soffoca, come la polvere che esce dalle scatole, balla nell’aria, si posa sulle scatole, si posa sulle palpebre. che cadono come morte. la notte è nemica. suoni nuovi, rumori nuovi, colori nuovi, odori nuovi. la casa nuova è un mostro proteiforme da abbracciare, domare, piegare. mi sta studiando. mille occhi mi scrutano, mi muovo, le pareti sudano, la polvere balla, mi volto, non c’è nessuno.

traslocare è cambiare amore. ogni piccolo gesto è da ricostruire. nuove forme da inventare, nuovi segni da rendere vecchi segni. ti muovi goffo, tra pareti bianche che saranno presto nere.

traslocare è una fottuta pratica sadomasochistica. provi piacere ma la tua casa è una merda, tutto è sparso ovunque. sembra sia esplosa una bomba all’ikea. sposti con il piede una scarpa. non troverai mai più l’altra. forse alla vigilia del prossimo trasloco. hai il magone.

ti siedi per terra sconsolato, si alza un fiotto di polvere. ti senti come il naufrago nella sua cazzo di isola. hai bisogno di un cazzo di feticcio, un cazzo di pallone wilson che ti tenga aggrappato alla vita. hai bisogno di internet. ma prima hai bisogno di un telefono. e prima ancora di una linea telefonica. beneficio occidentale che lo spirito – ancora sospettoso – della casa ha reso un moderno godot.

alzi il cellulare. non c’è rete. la casa è piombo.

il sole tramonta. ti attende un’altra notte.

le creature escono dalle tane, aprendo varchi tra scatole, polvere e vecchi quadri.

chiudo gli occhi, Bela Lugosi mi ammonisce:

beware! beware of the big green dragon that sits on your doorstep. he eats little boys… puppy dog tails, and big fat snails… beware… take care… beware!

 

apro gli occhi nel buio. e sorrido.

 

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3 commenti »

  1. Super said

    Sono nelle tue stesse condizioni!!

  2. Ziobaldone said

    pensa quando ci sarò io, e perdipiù DA SOLA!
    miiiii che camurria!

  3. Anonimo said

    che sola. di fronte a casa mia ci stanno una mezza dozzina di studeficenti anni 90 che stendono gli accapatoi ogni giorno e ogni settimana ATTENZIONE aprono la finestra che di fronte, a 4 metri d’aria e iniziano a cantare, con accompagnamento chitara acustica e pianola casio 1) la stessa canzone di merda un misto baccini stonato e bastonato e disoccupato mo la registro e la metto in rete (“in rete”, wow) perchè non ho mai sentito niente di piu bavoso e mi si insinua di solito quando mi addormo o voglio farmi i razzi miei 2) le cover di cose che non voglio nemmeno nominare. Divagavo. Il telefono non lo volgio e ho chiesto a un vicino se gentilmente posso attaccarmi alla sua adsl con una rete uaireless, ha acconsentito (altro stud.) ma ancora è tutto virtuale perchè non ho comprato le antenne (na cifra) e poi se non funziona ? pero’ che bella idea eh ? eh ?

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