15 minuti

Perchè il blog?

Perché la gente scrive un blog? Fondamentalmente per due motivi, inscindibili e complementari, uniti e circolari come un tao. Alla base di tutto sta l’incoercibile desiderio di esprimersi: nella nostra società viviamo costantemente vessati da flussi di notizie, da bombardamenti di input, da tempeste di stimoli che ci investono impietosamente, come nella grottesca terapia di arancia meccanica… tutto in questo mondo parla, tutto si esprime, tutto dice la sua, in un modo assolutamente sterile, unidirezionale e tutt’altro che sincrono… il cellulare ci manda sms, permette a chiunque di raggiungerci, la mail che controlliamo ogni 5 minuti ci porta carri parole, la tv non ne parliamo, internet è la dannazione completa, siamo ovunque, in qualunque momento… e in tutto questo la nostra mente assorbe ogni giorno, ogni parola, ogni stronzata che ci vola intorno, che occupa l’etere marcio che respiriamo… assorbe e digerisce, dissolve, metabolizza e in fine defeca parole e concetti e pensieri che ci scappano di bocca, ci escono dalle orecchie, scorrono sulle nostre guance come lacrime e si posano su ogni cosa… su mail, sms e blog che andranno a bombardare altre persone, come in una perversa e convulsa spirale…

A fianco di questo, naturale desiderio, quasi terapeutico modo per svuotare la mente, per portare altrove i pensieri che si rincorrono, per fissare mondi e concetti che sgorgano dalla mente, a fianco di questo, unito, cucito, fuso a questo sta il grande egocentrismo del blogger, la voglia di essere visto, il grido verso il mondo per testimoniare la propria esistenza, l’autocompiacimento nello scrivere qualcosa, nella speranza che qualcuno lo legga, che qualcuno lo apprezzi, che qualcuno ti dica ‘ehi amico ti ho visto, tu esisti’, l’attesa di link in più, la segreta speranza di finire al top di qualche classifica di gradimento, per finalmente ottenere quel warholiano quarto d’ora di celebrità di cui ognuno ha bisogno e di cui ognuno ha diritto…

Queste le leve che muovono il mondo dei blog, inscindibili e intrecciate, l’una il propellente dell’altra: la prima senza la seconda non potrebbe esistere, se così fosse i blog sarebbero vuoti poichè la gente si accontenterebbe di scrivere i suoi voli pindarici, i suoi trip più o meno frusti, più o meno brillanti, nel blocco note del proprio computer con buona pace di tutto il resto, la seconda da sola anche sarebbe troppo sterile e vuota, perché scrivere senza sentimento, senza emozione, solo per farsi leggere, è triste e difficile e chi ci riesce si chiama Ken Follett.

Questo è il mio pensiero. Confesso di avere entrambe le componenti, ben marcate e sviluppate nel mio ego, il bene e il male, e ne vado fiero.

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1 commento »

  1. BV said

    Sei brillante, ma decisamente cervellotico!!!
    Cultore della parola, la svisceri, la studi e la sminuzzi!
    A volte bisogna leggere 2 volte le tue frasi per capirle come tu (autore) vorresti, e forse neanche ci si riesce.
    Troppe citazioni colte.
    Mi sembra che ti voglia fare il viaggio!
    Ma forse è proprio così.

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