Quando l’ho visto, la gioia di averlo trovato si è subito trasformata in stupore, quindi in tristezza. In una profonda, nera tristezza. Che ne è stato di Zbob? Del giovane, paffuto menestrello che noi tutti conosciamo? Quest’ultimo video, definitivamente, cancella l’immagine rassicurante che avevamo di lui. Il ragazzo è cresciuto. E la strada per diventare uomo è già dannatamente in salita. Giovane baco da seta, diventerai la farfalla che tutti speriamo? Riuscirai a resistete alle tentazioni dello star system? Forse no. E questo video, il cui titolo dovrebbe essere, se non sbaglio “la balena spiaggiata”, ne è forse la triste prova, e probabilmente, come vedremo, anche un ultimo grido di aiuto.
Il video si apre con uno zoppicante Bob e la nostra preoccupazione è già alta, il ragazzo è cresciuto, si, ma è grasso e si muove a fatica. La sua corsa in bermuda sulla spiaggia è un patetico coup de theatre e poco dopo, lo svolgimento del video rende palese la causa della sua decadenza. Attempati puttanoni hanno sostituito le ragazzine di cui ZBob soleva circondarsi e bicchieroni di coca/rum hanno fatto capolino nella dieta sempre più sregolata del non più giovane obeso. Lo vediamo poi, sempre più confuso, cercare il facile palpeggiamento di una ragazza in bicicletta, oppure in preda a convulsioni mentre suona un’inesistente batteria, proiezione dei solchi lasciati nella sua fragile psiche dal Roipnol.
Che dire? ZBob è ormai una star in declino. Questa “la balena spiaggiata” ne è il malinconico canto del cigno.
E’ tutto perduto? Forse, ma forse no. Osservate gli ultimi fotogrammi, forza. Abbiatene il coraggio. Trattenete lacrime e respiro e osservate quella scritta, sparire, come ali di Icaro bruciate troppo il fretta. Se questo non è un grido di aiuto, se questa non è la mano del poveraccio che si tende, beh, allora io non ho proprio capito nulla. E non rimarrò fermo immobile alla mia scrivania a sorseggiare caffè, mentre un’icona che anche io ho contribuito a rendere grande, se ne sta andando, stritolata dal peso del successo, no, non sarò complice in questo delitto. Voglio poter dire alle sue esequie, “cazzo, io ce l’ho messa tutta”, quando lo troveranno stecchito per overdose, voglio andare al Pere Lachaise, a Parigi al suo funerale e puntare il dito contro chi veramente non ha mosso un solo muscolo per fermare tutto questo e dire “potevate firmare qui, e tutto questo non sarebbe successo.”
Addio per sempre Zanger, uomo dal volto di bambino. Bambino dal cuore di uomo.

