Archivio per Giugno, 2006

sei già dentro, Leppy Howard

SSi, è tutto quello che mi sserve.
La ragazza c’è casscata… bassta far vedere un tasscapane mezzo vuoto e un cellulare e dire che hai la sscheda zero vodafo ed è fatta, eccheccazzo…
mi ssta ancora guardando dal furgone… sono troppo un ragazzaccio-cattivo-in-giro-per-il-mondo-ssenza-un-ssoldo… ma che fa, mi tira le mutande. Crissto ssanto, non ci posssso credere..
quanto stai via?
tanto sspero, evvabbè, ma che ti credi, che sono nel desserto del nevada con un cellulare e nient’altro…? si come no, e la scheda vodafo ne manco cell’ho, c’ho la tim… mica cazzi, ho 3 euro dentro, devo chiamare mia zia di forlì…
ora alza il cellulare, lo alzo anch’io, ciao cara, adesssso vengo da te e…

Luciano ligabue era un rocker finito. E lo sapeva. Agli inizi della carriera si era detto: se mai in vita mai mi ritroverò a comporre canzoni idiote tipo non so, “sei già dentro l’happy hour” su patetici riff di chitarra usati nelle ultime 841 canzoni, allora autoimploderò. Così 3 giorni fa ha mollato tutto, ha preso un tir ed è partito per il Nevada. Spingerò il tir al massimo, ha pensato, nel deserto. Chiuderò gli occhi e mi schianterò nella dura roccia. E avrò una morte da vero rocker. Ecco.
A tavoletta.
Ma che fa quello in mezzo alla strada, cazzo, ehi spost…

splat

(

Comunicazione di servizio.

Ciao sono Eva Longoria e anch’io leggo Stranigiorni.

Stranigiorni va in vacanza. Al rientro ci attendono:
-    il mistero dell’uomo che ride
-    *******, il ZBob italiano
-    ditte che maneggiano cose pericolose
-    stranicani

Borgnine no perché quella è la conclusione, è l’omega: quando sarà pubblicato, il mondo finirà, per come lo conosciamo.

Altra cosa prima di chiudere: non vi raccontava cazzate, quante volte avete visto Goleo in questi giorni?

)

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nomen omen

Nessun sacrifizio andrà perduto.
Questo ho assicurato poc’anzi ai miei lettori con piglio da condottiero, e ora intendo mantenere le mie promesse. Andrò fino in fondo, mostrerò al mondo il vero volto di ZB, per come lo conosciamo, anche se questo, ne siamo tutti consci, potrebbe costarmi caro.

Ecco Zanger Bob, il demone delle terre emerse.

In questo primo video, di gran lunga il più riuscito tra i suoi, interpreta un giovane pappone. Lo vediamo in barca incastrato nella sedia, dopo la solita bottiglia di Fernet pomeridiana, ormai incapace di muoversi. Dice parole senza senso. La ragazzina lo guarda schifata.
Tuttavia il motivetto è da strapparsi i peli del naso. Ogni tanto mi sorprendo a canticchiarlo. P mi guarda e porta M lontano, io vado in cucina e mi attacco al Fernet.
Fantastico.

Il secondo video, grazie Nate, fondamentalmente è terrificante. Hanno portato ZB e la ragazzina in montagna, li hanno imbottiti di Fernet e li hanno ripresi da lontano. ZB si agita, sbava a e cade dalla slitta, la ragazzina tira fuori un cucchiaino e inizia a scaldare la roba. Dopo aver registrato 3 scene, ZB è stato abbattuto dalla guardia forestale perché attaccava i turisti, quindi il video è composto da quelle 3 scene in loop.
Il corpo senza vita di ZB è scivolato a valle. Giunti sul posto i soccorritori hanno trovato solo i suoi vestiti. Si narra che ora ZB viva nei boschi cibandosi di bacche e selvaggina.

 

fine?

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lard of the rings

Non ci siamo. Essere andato in giro per l’Europa a combattere i mulini a vento, proprio non mi va giù. Ho fatto 3000 km, sfidando il freddo, la pioggia, i lavori stradali, i moscerini spiaccicati, il GPL che nessuno aveva il bocchettone italiano, la malasorte, il San Gottardo chiuso e i belgi, che dio li stramaledica, che in autostrada se un operaio aveva lasciato un bullone sul ciglio dopo i lavori della settimana prima, lasciavano il cartello dei 70 all’ora e con la strada sgombra e lucente sti coglioni dicevano, oh cazzo c’è scritto di andare ai 70 anche se la strada è perfettamente libera, aspetta io per precauzione allora vado ai 65 e mi dispongo in mezzo alla strada, agganciandomi ad altre macchine così in modo da bloccare tutte le 8 carreggiate che magari qualche irresponsabile poi magari si mette in testa di andare ai 75, viva il Belgio, viva il Re Baldovino.

Quando ho organizzato il mio viaggio in Olanda, molti mi apostrofavano “ah, l’Olanda…” e io rispondevo “Già.” e poi magari questi continuavano “ah, l’Olanda…” facendo strani gesti con le dita. E io infilando la lente di ingrandimento in valigia rispondevo “Già.”. Ma la gente, in coro, sbracciandosi urlava “ah, l’Olanda…” e io allora sbottavo “Non vado a troie, ok? Vado a caccia di misteri!”, e la gente se ne andava scuotendo la testa pensando “SG va a troie e a fumare la Super Skunk”
Ma no, non era così, anche perché ci andavo con M e P e insomma, capite, moglie e figlia, giusto per mettere le cose in chiaro. Così mentre facevo la valigia, portando foto segnaletiche, dizionario multilingue e cartine (stradali) mi sentivo fiero della mia missione. Avrei risposto definitivamente al quesito che mi assillava da anni: Zanger Bob esisteva veramente o era un prodotto della fertile e nota industria musicale olandese? Il cantautore paffutello era un idolo delle folle come volevano farci credere, o un mistificatore messo li per agganciare sprovveduti navigatori?
Dovevo saperlo. Il mio primo incontro con ZB (qui) aveva lasciato un conto troppo salato in sospeso.

Andare direttamente in Olanda, alle pendici del mito, mi sembrava una buona idea. Così caricai M e P sul KNG giallo di recente acquisizione e partii verso il nord. Non sarei tornato indietro senza una qualche risposta.
Giunto ad Amterdam entrai in un bar con la foglia verde e chiesi di Zanger Bob, ma mi derisero e mi gettarono a terra. Un uomo con un cappuccio mi aiutò ad alzarmi:

UCC: Attirate troppa attenzione su di voi, signor SG.
SG: Cosa volete?
UCC: Che siate più attento. Non è un gingillo quello che portate.
SG: Io non porto niente.
UCC: Ah, davvero? Io posso evitare di essere visto, se lo desidero, ma sparire del tutto… questo è un dono raro.
SG: Chi siete?
UCC: Grancasso.
SG: Ah, io dovrei anda…
UCC: So cosa vi dà la caccia.
SG: Guardi dev’essere un equiv…
UCC: Zanger Bob esiste.
SG: Chi è veramente?

Ma una freccia scoccata da lontano lo uccise. Grancasso si accasciò sul tavolo, le sue ultime parole furono: “Ma vaff…”. In mano stringeva un video-tape.

Questo.

La verità era dannatamente vicina.

(fine 1° puntata)

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il prometeo moderno

I mondiali inizieranno tra 3 giorni. E una grande rivelazione incombe.
No, non partirò in una insulsa crociata sul calcio pulito, no, credete sia quello il punto? Ingenui. Vorrei esserlo anch’io, ingenuo. Vorrei non possedere certi segreti, ma non mi è concesso tornare indietro. La rivelazione è necessaria.
La rivelazione, nel senso greco, Αποκάλυψις, apokalupsis. L’apocalisse.

Vi avevo già anticipato qualcosa, ricordate? Un sinistro gonfiore, peloso, per nulla rassicurante. Signori, quello che vi avevo mostrato giorni fa non è altro che il pube di Goleo, la mascotte.
Goleo, la Bestia.
Goleo, il Folle.
Goleo, il Disturbato.
Dio ci salvi da questa creatura. Togliete la O finale, signori, e sostituitela con la lettera M, lettere molto simili nell’alfabeto cabalistico. Cosa otterremo?

GOLEM
Non risuona a te questo nome come il richiamo notturno della civetta? Guardati dal pronunciarlo, se non vuoi che le immagini della vita impallidiscano come larve, che sogni spettrali si levino dal cuore e si nutrano del tuo sangue.

Qui non stiamo parlando di simpatici pupazzi, perché simpatico, Goleo, proprio non lo è affatto. Anzi, proprio per un cazzo. Il suo nome evoca sventura, la sua immagine, morte. Chiedete alla Nici, chiedete, non mi sto inventando nulla. Hanno acquistato il logo Goleo, dopo pochi mesi sono falliti. Ora chiedetevi se l’avete mai visto in tv, è strano, no? Mancano pochi giorni, dovrebbe comparire in spot, presentazioni, sigle. Ma del Folle neanche l’ombra. Persino Ciao di Italia 90 l’avevano schiaffato su qualche cartellone. Il sinistro leone, invece, viene tenuto nascosto, per quanto possibile. Ma chi è veramente questa creatura?
Goleo nacque a Praga per mano del rabbino Judah Low Ben Bezalel su ordine degli organizzatori del mondiale, ma questi ben presto si accorsero dello sbaglio: Goleo non era per nulla il peloso giocherellone che tutti si aspettavano, ma piuttosto un essere abbietto dedito alla fornicazione e alle pratiche onanistiche. La magia nera, beffarda, si era loro ritorta contro. Il mostro di argilla, mosso da una compulsiva ricerca di lussuria, si ribellò agli organizzatori che volevano farne perdere il ricordo e riuscì ad arrivare fino a noi.
Tristi sono le mie parole al ricordo. Perdonatemi se potete, ora che avete perso la vostra innocenza. Ma la conoscenza è un male necessario. 
Perchè tra 3 giorni lui verrà. E sarà pianto e stridore di denti.

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