Ve lo siete mai chiesto? Io sempre, ogni volta che, aimè, accendo la tv e lo vedo per quell’unica annuale volta, con il suo bolso e plastico volto anonimo. Cioè voglio dire, possibile che non compaia mai proprio mai in altre occasioni? È forse un reietto che a suo tempo firmò un contratto secolare? È un misogino opportunista? O un riuscito automa? Cazzo, qualcuno me lo deve spiegare! Non è possibile che questo si presenti da mezzo secolo, spacciandosi per intrattenitore e nessuno sa da dove venga e soprattutto dove vada, finita la trasmissione.
Nessuna foto scandalistica (è palesemente asessuato), solo qualche foto vestito da mago, che non aumentano certo la considerazione che abbiamo di lui. Nessuna fottutissima traccia. Un estratto conto, una bolletta, una multa per divieto di sosta. Niente.
Ma insomma, chi cazzo sei Tortorella! Getta la maschera! Ti abbiamo scoperto! Non sei altro che un golem plasticeo, che viene scongelato per lo Zecchino D’Oro e, dietro la minaccia di sodomia da parte di Topo Gigio, esegue il suo compito, senza sbavature, senza guizzi, per poi ritornare nella cella criogenica fino all’anno successivo.
Ecco cazzo! Ecco chi sei veramente! E dello Zecchino dell’84, ne vogliamo parlare? Perché quell’anno non si fece? Qualcosa andò storto nella procedura, vero? Sono parole scomode queste, certo! Ma non mi zittirete! Quell’anno, la camera di ibernazione ebbe un guasto e Cino si scongelò in anticipo. Senza sedativi e con il campo libero, fuggì nudo per le strade, seminando panico tra la gente. Cieco di rabbia si scagliò contro le turiste giapponesi tentando di accoppiarsi, ma, subito raggiunto dalle Guardie Antoniane, fu fermato con reti e dardi soporiferi. In seguito picchiato e sodomizzato, saltò quell’edizione perché gonfio e tumefatto, quindi impresentabile. L’anno dopo le cronache lo descrivono come accigliato e claudicante, nervoso e terrorizzato da un Topo Gigio insolitamente tronfio e spavaldo. In seguito si apprese che gli erano stati applicati elettrodi allo scroto per prevenirne ogni insubordinazione.
Venti anni sono passati ormai da quell’unica fuga e un po’ ovunque sono nati comitati spontanei per la sua liberazione. Ma invano. Il suo sguardo assente e i tic all’occhio testimoniano un’inevitabile lobotomia e una assunzione coatta delle tre leggi della robotica.
Quell’unico sussulto fu pagato a caro prezzo. Hasta Cino, siempre!


