Archivio per Aprile, 2005

Comprate TDK ed eviterete seghe mentali tra 7 anni.

Riflettevo, come spesso accade, sulla vacuità della vita.
Ero alla ricerca di un segno, di un’impronta che tracciasse un solco in
cui versare qualche lacrima. Avevo bisogno di un sintomo di decadimento
esistenziale e non ne trovavo alcuno. Fino a che…

Scorro i molti cd riposti sul mobile, con il ditino, come un bimbo, tra
un misto di compiacimento e sicumera neo-borghese. Cosa ascoltiamo
oggi? Nell’ordine del piano di recupero di cd inascoltati da anni la
scelta cade sui Manics Street Preachers, onesto gruppo – oggi obliato -
che fu colonna sonora del mio periodo londinese. Con fare paternalista
prendo il cd, masterizzato ovviamente, apro la custodia e compare un
Princo ingiallito che non promette nulla di buono. Deglutisco.
Inserisco.
Tr tr tr tr tr tr tr <no disc>
Mi siedo è rifletto. Il cd è morto. Sparito. Dissolto. Più decadente di
questo. Inizio a temere. Estraggo altri cd dell’epoca, 1998, Texas, White On Blonde, morto. Ocean Colour Scene, Marchin’ Already, morto.
<no disc>
<no disc>
<no disc>
Che cosa ho fatto? Corrugo la fronte. Quanti ricordi sono spariti per
sempre? Quale segno più tangibile del Nulla che avanza dalla retrovie,
fagocitando il passato. Cazzo. Non ascolterò più quella canzone. Quel
cd, quello stesso fottutissimo cd che ho messo su la notte di Wardour
Street è andato. Il terreno arretra, il petto si fa pesante. Che cosa
significa? La musica regge tutto, la musica intreccia tutto, passato,
ricordi, memorie, come fil di ferro. Quel cazzo di cd era un cazzo di
arpione con cui agganciavo i ricordi e li tiravo fuori dalla melma del
passato. Ora il cd è morto <no disc> e i ricordi sono sepolti per
sempre. Scenderanno sempre di più e quando non saranno più visibili,
attraverso le torbide acque del tempo, saranno cancellati. Addio alla
notte in Wardour Street, addio al capo cinese che mi offriva le
sigarette, addio al WAG.

Addio.
<no disc>

“I’m OK
With my decay
I have no choice
I have no voice”
(Grandaddy)


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digital divine

Questo post non sarà divertente.
Smetto, temporaneamente i panni rassicuranti e caldi del blogger
metropolitano e indosso quelli assai più scomodi, ma necessari, del
profeta. Questo post mi è stato suggerito in sogno e così lo riporto, a
testimonianza degli ampi e inusitati spazi che circondano la mente
umana. Così, ecco, ora allaccio la cintura di cuoio, mi succhio una
cavalletta e parto per i prati polverosi mano nella mano con Nicholas
Negroponte, novello Virgilio.
Sono reduce da una settimana in cui gli unici contatti con la specie
umana, sono stati computer, tanti computer, di ogni specie e dimensione
e un libro di Asimov sui robot, con il quale ho tradito temporaneamente
la mia devozione a Philip K. Dick. Così, immerso in freddi mondi
positronici e stretto tra il calore di server e client che ogni mezzora
mi battevano sulla spalla per chiedermi “Windows Update ha scaricato
questo aggiornamento, posso applicarlo, dai posso?”, “Windows Update ha
fatto il caffè, ne vuoi un po’?”, “Windows Update sta per iniziare una
guerra termonucleare globale, continuare?” riflettevo parecchio e le
mie percezioni si sono un attimino alterate.
Così venerdì sera ho fatto un sogno.
Passeggiavo, spensierato, con mia figlia M dentro il marsupio davanti,
alla guisa dei ferrei scandinavi, quando improvvisamente sentivo un bip
bip e una scritta appariva (in un posto indefinito, come solo nei sogni
accade) “Verrà installata la nuova versione del marsupio.”. E subito
due corde davanti che reggevano M variavano di poco, magicamente. Io,
per nulla stupito, pensavo “Ah, hanno rilasciato una patch di
sicurezza…” e riflettevo quanto fosse comodo avere a che fare con
questi nuovi zaini che si autoaggiornavano da soli.
Incredulo poi mi sono svegliato e il mio primo pensiero è stato: che cazzo di sogno, devo farci un post. E così è stato.

Quella notte Nicholas Negroponte sorrideva sornione.

PS: a proposito di guerra termonucleare globale, ricordate che in War
Games l’imberbe Matthew Broderick riusciva a telefonare a scrocco
sfregando la linguetta di una lattina sul microfono della cornetta del
telefono? Anche mio cugino sapeva farlo e io, 8enne, pensavo ammirato
di lui che sarebbe diventato un genio informatico.
Ora fa tatuaggi.

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w.a.s.p.

bruno vespa

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